
Oltre l'ironia apprezzabile, che accompagna la domanda, si può rispondere che effettivamente, se il legame è sotteso a ogni concetto, lo è anche a quello di cestino.
Già da alcune correnti di pensiero più inclini all'aristotelismo o al tomismo emerge chiaramente che la sostanza è conoscibile, tramite astrazione, e compresa secondo le categorie e, fra queste, la categoria di relazione permette di spiegare i nessi che si riferiscono alla sostanza stessa. Perciò quello che secondo i sostenitori di tale corrente filosofica è solo una categoria (la relazione), e che quindi va riferita a ciò che è ontologicamente prioritario, cioè la sostanza, secondo noi va inteso in modo diverso. Ossia la sostanza è la relazione stessa, cioè il legame!
Kant dice, nella "Critica della Ragion Pura" , che invece non si può conoscere la sostanza, la cosa in sé (il noumeno); e, tra le forme sintetiche a priori della logica analitica trascendentale, Kant parla delle categorie suddividendole, come a lui piace spesso fare, in quattro: qualità, quantità, modalità e, dulcis in fundo... relazione. La relazione è da noi intesa come legame! E Kant non si limita a ritenere come prioritaria rispetto alla sostanza la categoria della relazione, almeno nella conoscenza possibile del soggetto trascendentale. Ma introduce anche la figura dell'Io-penso, che ha proprio, in vista della conoscenza possibile, una funzione unificante (cioè è un legame) fra le categorie quadripartite. Tuttavia per Kant non sarà possibile conoscere la sostanza. Ciò che rimane conoscibile, alla fine, sono i nessi, la relazione, ossia il legame! E questo discorso è molto vicino alla nostra teoria.
Per rispondere al nostro amico anche sul nesso fra il cestino e il legame, possiamo aggiungere, a chiusura del capitolo, richiamando la finalità stessa del cestino, del bidone o del cassonetto che serve per la raccolta dei rifiuti: questo è un inequivocabile legame.